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Storia

Le origini di Cittareale

Comune di Cittareale

Il paese di Cittareale nasce nell'antico Vicus Phalacrinae, villaggio in cui nell'anno 9 d.C. nacque Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano e padre di due figli anch'essi imperatori, Tito e Domiziano.
La zona è conosciuta oggi come la Valle Falacrina.

Cittareale sembra essere sorta sulle rovine della mitica Apolline, fondata sui resti di un tempio fatto erigere da Vespasiano in memoria della madre Polla, poi distrutta dai Saraceni.

Una serie di ipotesi sono state fatte in merito alla nascita di questa località, ma come spesso succede nel datare eventi o cose storiche, tra tante supposizioni infondate se ne evidenzia sempre una più accreditata.
La teoria che meno si basa su fonti certe è quella che vede Cittareale edificata nel 1261 da re Manfredi di Svevia che inviò i ribelli di Erice ad edificare la città.
L'inaffidabilità sta proprio nel fatto che sembra contraddittorio che il re abbia mandato ad edificare una nuova città proprio coloro che in Sicilia si erano mossi a suo svantaggio. Questa ipotesi fu comunque quella più riproposta dai molti autori che si sono interessati allo studio di questo territorio, senza però verificarne mai le fonti storiche.

Nel 1650 l'arciprete Raimo Ferrocci asserì, in una relazione storica che fu, invece, Roberto D'Angiò a fondare Cittareale.

Il parroco dichiara come la città sia nata dall'unione di più centri abitati, contemporaneamente abbandonati, il più importante dei quali era Falacrinae.

Comune di Cittareale 

Ed è proprio con la scomparsa di Falacrinae che nel 1329 nasce Civitatis Regalis.
Roberto D'Angiò, fondò Cittareale con lo scopo di rafforzare i confini nei pressi di Cascia e Norcia che in quel periodo avevano precisi intenti espanzionistici.
Un'ulteriore conferma è data dall'estenzione fiscale introdotta proprio in quell'anno al fine di incentivare l'affluenza degli abitanti all'interno del paese.

Nella seconda metà del trecento il paese già aveva preso le sue forme e lo dimostra un atto notarile del 1375 dove vengono nominate le chiese di S. Pietro, S. Antonio e S.Spirito di Civita Reale. Infatti esisteva già nel 1360, quando la città veniva tassata per le decime papali da Rieti perchè sezione della diocesi.

È di importante testimonianza anche l'evento in cui il re Luigi D'Angiò nel 1383 espresse nel suo testamento il desiderio di una celebrazione solenne per sé e sua moglie proprio nella chiesa di Cittareale.

Grazie alla sua fedeltà ai re meridionali Cittareale godette sempre di privilegi tra cui l'esenzione dai diritti fiscali, ad opera di Ferrante d'Aragona nel 1464, e la demanialità del borgo concessa da Carlo V nel 1536.

Durante l'occupazione francese Cittareale appartenne alla provincia del Secondo Abruzzo Ulteriore e, dopo la riforma del 1810, fu inclusa nel distretto di Cittaducale; con la caduta di Napoleone, nel 1815, la città tornò sotto il dominio borbonico.

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, Cittareale fu compresa nella provincia dell'Aquila fino al 1927, anno in cui passò alla neoistituita provincia di Rieti.

Comune di Cittareale 


Fonti:

  • SIUSA - Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche
  • www.cittareale.it
 

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