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prova - I reperti - Secondo percorso

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Le strade e i Romani
Come erano costruite le strade romane
Storia della Via Salaria
La Salaria e l'Alta Valle del Velino
I reperti nell'Alta Valle del Velino
I reperti - Primo percorso
I reperti - Secondo percorso
I reperti - Terzo percorso
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I reperti - Secondo percorso

Un altro tratto di percorso si trova sulla strada che porta al paese di Sigillo. Al km 106,5 della SS4 Salaria si svolta a sinistra e si prende la SP64.

Chiavicotto romano
5) I primi reperti si trovano al km 0,500 sulla sinistra della strada. Si tratta di un chiavicotto ben visibile incassato in un muro di moderna realizzazione. Questo chiavicotto serviva allo scolo delle acque dalla montagna e attraversava la via sotto il piano stradale in tutta la sua larghezza. La strada quindi passava al di sopra di questo archetto, oggi ricoperta dal terreno e dalla vegetazione. L'arco a tutto sesto di 90 cm di luce è formato da sette cunei di travertino con piattabanda di lastroni calcarei. Chiavicotto romanoQuesto reperto è uno l'unico che testimonia con certezza la larghezza della strada in questo tratto, infatti dalla sua profondità si deduce che doveva essere larga non meno di 5 metri. Circa trenta metri prima di questo chiavicotto ve ne è un altro, più nascosto, posto all'altezza del manto stradale attuale, semi interrato. Se ne apprezza la fattezza simile a quello precedentemente descritto. La Salaria continuava seguendo un tracciato irregolare e la strada moderna la interseca in vari punti.

Ponte Romano
6) Proseguendo si arriva al paese di Sigillo, appena superato il quale, al km 2,00 si trova il cosiddetto Ponte Romano. Qui infatti la strada, che arrivava dal lato destro della valle, ripassava su quello sinistro attraversando il fiume. Questo punto è anche quello che probabilmente ha dato origine al nome della località; infatti la montagna si chiudeva come a formare uno sbarramento, un "sigillum". I Romani anche qui tagliarono la roccia e proseguirono dritti! In realtà l'attuale ponte è un rifacimento dell'originale eseguito a fine '800 dall'allora famoso ing. Carlo Waldis.

 

Tratto di strada
7) Dopo 150 metri, alla sinistra della valle, si ammira un tratto di strada perfettamente individuabile da questo punto di osservazione. Si tratta di una serie di muretti di sostegno che procedono sul fianco della montagna fino a raggiungere e ad aggirare uno sperone di roccia a strapiombo sul fiume, proprio nel punto in cui questo forma una ammirevole cascata. Le pietre modellano la strada aggrappandosi e confondendosi alle rocce. Aggirato lo sperone la strada continua e sono ancora ben visibili i muretti che la sorreggono, fino a perdersi nel boschetto.


I più curiosi possono avventurarsi nel percorrere questo tratto di strada salendovi sopra.
Pur trattandosi di un percorso facile, è da intraprendere solo se pratici di escursioni in montagna, e si raccomanda comunque la massima prudenza, soprattutto nei punti a strapiombo sul fiume.

Vista a strapiombo sul fiume
Attraversando il Ponte Romano (1) si procede seguendo il sentiero a destra in direzione dei resti della strada (2). Ci si trova a questo punto a percorrere la vecchia via sulle pietre che ancora ne sorreggono e mantengono la forma.
Seppur ridotta a sentiero poiché inghiottita della montagna, la carreggiata è ben riconoscibile. Impressionante il passaggio sullo sperone dove la veduta sulla cascata è da capogiro. Si immagini cosa doveva essere il passaggio con carri e animali!
Appena superato lo sperone di roccia la strada prosegue ancora e qui c'è un tratto disseminato di rocce e di avanzi di muretti dissestati e ricoperti di muschio, dove nonostante tutto se ne intuisce chiaramente la larghezza e la direzione.

CarreggiataIl percorso poi prosegue ancora per un po' incontrando qualche muretto o roccia tagliata, fino a perdersi e confondersi completamente nel bosco. Per riscendere sulla strada odierna occorre tornare indietro.

Ribadiamo che il percorso è abbastanza semplice ma occorre comunque la massima attenzione.

 

 

 

Clicca QUI per vedere l'inizio del percorso su google maps

Per vedere le foto del percorso archeologico visita la gallery



 
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