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Mafia nei lavori di adeguamento Salaria Micigliano-Posta PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gianluca Paoni   
Martedì 23 Febbraio 2016 23:47

Mafia lavori svincolo Micigliano

Per presunti legami con la mafia, è scattato ieri mattina il sequestro delle azioni della Tecnis Spa, società operante nel settore edile, attiva nei lavori sullo svincolo di Micigliano e anche sui lavori della Rieti-Terni.

Sono stati i Carabinieri del Ros ad eseguire a Catania il provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale che ha disposto l’amministrazione giudiziaria delle società Tecnis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl e il sequestro delle relative quote ed azioni per un valore di oltre un miliardo e mezzo di euro. L’intervento è stato richiesto dalla procura distrettuale antimafia di Catania.

La Tecnis, impegnata nei lavori di adeguamento della piattaforma stradale della S. S. n. 4 "Via Salaria" a cavallo tra i comuni di Posta e Micigliano, nel tratto compreso tra il bivio di Micigliano (Km. 113 + 200) e l'inizio della galleria Gole del Velino (Km 117+000), ha un capitale sociale di 32 milioni di euro interamente versato e le relative azioni sono suddivise in egual misura tra le società Cogip Holding srl e Artemis SpA, la prima riferibile a Francesco Domenico Costanzo e la seconda a Concetto Albino Bosco Lo Giudice.

Alla ditta è stato sospeso il certificato antimafia in seguito al coinvolgimento dei componenti del suo Cda, Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta ‘Dama Nera’ della Procura di Roma su presunte tangenti all’Anas.

La nuova accusa per le aziende è di essere asservite alla famiglia catanese di cosa nostra rimpinguandone le casse e “consentendo agli esponenti apicali dell’organizzazione di governare in qualche modo l’indotto, ottenendo sub appalti e forniture a imprese vicine alla organizzazione mafiosa ed accrescere il proprio potere e prestigio anche presso le famiglie palermitane, consentendo ad imprese loro vicine di infiltrare il settore delle commesse pubbliche”.

Il provvedimento è stata illustrato durante una conferenza stampa alla presenza del Procuratore della Repubblica di Catania Michelangelo Patanè e del comandante del Ros dei carabinieri Gen. Giuseppe Governale. “Si è potuto verificare nel corso di circa 10 anni – ha detto Patanè – che queste azienda dovevano pagare a cosa nostra, avere collegamenti con essa, si dovevano inserire in appalti e in lavori cospicui del Palermitano, ma in stretto collegamento ed asservimento dei voleri di cosa nostra”.
Per le tre aziende è stato nominato un amministratore giudiziario, il Prof. Ruperto, che sostituirà gli amministratori per un periodo di sei mesi, ulteriormente rinnovabile, per “risanare e reimmettere nel mercato l’azienda, in modo che possa operare nel rispetto delle regole ed al riparo da interventi della criminalità organizzata”. Il provvedimento trae fondamento da più attività investigative, corroborate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da quelle degli stessi imprenditori. Sulla scorta di questo gli investigatori ritengono che Tecnis SpA (e le relative compagini) abbia subito coartazioni nel libero svolgimento delle attività imprenditoriali.

ANSA: http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/02/23/mafia-tecnis-e-collegate-asservite-a-cosa-nostra-catanese_470d5644-eace-41b6-aa0e-3f1b4180264f.html

Guarda il servizio del TG5 in merito alla vicenda: http://mdst.it/03v596837/