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La Pasquetta a Sant’Angelo è una tradizione che ha origine dalla legenda. Questa narra che il cavallo che trasportava San Michele Arcangelo sul tortuoso sentiero che da Micigliano porta sul Monte Terminillo si fermò improvvisamente assetato e sopraffatto dalla fatica. Non vi erano però nei pressi sorgenti di acqua o fontanili ma solamente pareti rocciose. San Michele Arcangelo ordino quindi al cavallo di sferrare tre zampate contro la parete e dal calco del ferro sulla roccia sgorgò prodigiosamente acqua. Quel preciso punto porta oggi il nome del Santo. Qui la sorgente è ancora rigogliosa e sulla roccia, parzialmente coperta dal muschio si intravede quella particolare forma a ferro di cavallo. Qualche secolo fa, in ricordo del santo e del miracolo, fu edificata una chiesetta abitata da un eremita e usata anche come stazione di sosta per i viandanti che percorrevano questo difficile sentiero montano. Oggi di questo edificio non rimangono che pochi avanzi delle fondamenta. La devozione al Santo è grande per gli abitanti di Micigliano e nella chiesa parrocchiale è conservata una preziosa tela raffigurante l’arcangelo Michele. È usanza recarsi tutti i lunedì di Pasqua in questo luogo incantevole dove si svolge una funzione religiosa a seguito della quale si festeggia con un pranzo cucinato in loco con prodotti tipici locali. Tornando a casa, la tradizione vuole che si raccolga l’acqua della sorgente da portare a familiari e conoscenti che non hanno potuto partecipare.
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